Home Trevi, un po' di storia

Trevi e i papaveri, maggio 2010

L'origine di Trevi si perde nella notte dei tempi.

Autori latini la classificano come una città degli Umbri e il recente ritrovamento di una epigrafe lo conferma, ma nel suo territorio stanziarono civiltà preistoriche, come attestano ritrovamenti del paleolitico.

Trevi all'inizio della sua storia, come narra Durastante Natalucci, si estendeva principalmente nella pianura, in corrispondenza dell'odierno nucleo di Santa Maria Pietrarossa.

Acquistò grande rilevanza, infatti, quando, in età imperale, fu ripristinato l'antico corso della Flaminia e si sviluppò in pianura una vera «civitas» con edifici monumentali di cui rimangono numerosi resti, mentre sul colle seguitò a sussistere l'arce fortificata con robuste mura del I sec a.C. tuttora visibili.

Secondo l'ipotesi più accreditata il nome «Trevi» deriva dall'umbro «trebeit» con il significato di agglomerato urbano.

Emiliano, Miliano nei testi antichi, ne fu il primo vescovo: giovane intrepido originario dell’Armenia, subì il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano e Massimiano.
I trevani lo elessero presto quale loro patrono e lo onorano ancora oggi il 28 gennaio; la festa è preceduta la sera della vigilia dalla processione dell'«Illuminata», la più antica del genere nella nostra regione.

Trevi, uno scorcio interno, maggio 2010

In antico aveva giurisdizione su gran parte della valle sottostante fino ai Monti Martani e su molte «ville» della zona montana ad est.

Fu sede di diocesi fino all'inizio del II millennio.

Fu gastaldato longobardo e successivamente (inizi XIII secolo) libero comune.

Nel 1214 fu fatta distruggere da Diepoldo, duca di Spoleto.

In seguito ad alterne vicende subì anche il dominio di vari capitani e in particolare il nefasto vicariato dei Trinci di Foligno fino al 1438.

Tornata al diretto dominio della Chiesa sotto la legazione di Perugia, seguì le sorti dello Stato Pontificio fino all'unificazione.

Nel basso Medioevo e nel Rinascimento ebbe il suo periodo migliore, caratterizzato da straordinari commerci (era chiamata «il porto secco») e vivacissima attività culturale.

Nel 1469 vi fu eretto uno dei primissimi Monti di Pietà e nel 1470 vi si impiantò una tipografia, la quarta in Italia, gestita dalla prima società tipografica di cui si abbia memoria.

Nel 1784 da Pio VI fu reintegrata al titolo di città.

Trevi villa Fabri durante Pic & Nic, 2010

Tratto da www.protrevi.com a cura di Franco Spellani

Foto di Giampaolo Filippucci e Tiziana Ravagli, Trevi 2010